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Prevenire l’infertilità

L’infertilità e la scarsa fertilità (ipofertilità) hanno raggiunto proporzioni epidemiche: in Europa riguardano 1 coppia su 6; negli Stati Uniti 1 coppia su 4. Enormi somme di denaro sono spese ogni anno in tecniche di fecondazione assistita da coppie piene di speranza, che tuttavia sono inconsapevoli dei fattori più semplici che rendono difficile se non impossibile il concepimento: alcol e caffeina hanno un’azione quasi contraccettiva; l’aspartame contrasta l’ovulazione; cibi in apparenza innocenti come piselli, rabarbaro e soia possono rendere più difficile il concepimento. Vi è poi un punto che di solito i medici trascurano: quello di informare dettagliatamente i propri assistiti di quanto possa essere profonda l’influenza che l’alimentazione può esercitare sulla fertilità.Per questo motivo abbiamo creato un Pannello di test sul DNA specifico per l’infertilità in modo da aiutare le coppie a migliorare la propria alimentazione e a creare quindi condizioni favorevoli alla fertilità.

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Intolleranze Alimentari

Le intolleranze alimentari fanno parte di un più vasto gruppo di disturbi definiti come reazioni avverse al cibo: si parla di intolleranza alimentare, piuttosto che di allergia, quando la reazione non è provocata dal sistema immunitario. Le intolleranze sono più comuni delle allergie. Esistono diverse tipologie di intolleranze alimentari. Quelle enzimatiche sono determinate dall’incapacità, per difetti congeniti, di metabolizzare alcune sostanze presenti nell’organismo. Le intolleranze farmacologiche si manifestano in soggetti che hanno una reattività particolare a determinate molecole presenti in alcuni cibi ad esempio caffeina e alcol etilico. In alcuni casi, infine, la reazione può essere dovuta ad alcuni additivi aggiunti agli alimenti. I sintomi più comuni provocati dalle intolleranze alimentari sono nausea, diarrea dolori addominali, coliche, stipsi, a cui si associano cefalea, sonnolenza, vomito e aumento e/o diminuzione anomala del peso corporeo.

Mangi più di me ma io ingrasso e te no: perchè?

Mangi più di me ma io ingrasso e te no: perchè? La risposta è nel profilo metabolicoUna ricerca del National Institute of Health e dell’Università di Pisa ha dimostrato che non esiste una dieta adatta a tutti ma è necessaria una DIETA PERSONALIZZATA IN BASE AL PROFILO METABOLICO di ciascuno di noi è questo il motivo per cui due persone possono non reagire alla stessa maniera dopo aver consumato il medesimo pasto. Lo studio conferma che vi sono soggetti più propensi a ossidare i grassi ed altri più inclini a fare lo stesso con i carboidrati. Questi ultimi guadagnano più peso nel tempo perchè non consumano tutti i grassi ingeriti con la dieta ma li immagazzinano nel corpo come tessuto adiposo. Il parametro è condizionato dalla GENETICA, dagli ormoni, dalla dieta e dallo stile di vita. Sapere se rientriamo in una tipologia o nell’altra può aiutarci a scoprire se siamo più o meno a rischio di guadagnare peso.Presso l’AMBULATORIO DI NUTRIZIONE E NUTRIGENETICA è possibile effettuare il test genetico di predisposizione sul metabolismo ed elaborare piani alimentari altamente personalizzati.Contattami al 3478724688 oppure scrivi una mail a nutrizionistafrancobardini@gmail.com

Intolleranza al Lattosio

Perché preferire il TEST GENETICO per l’intolleranza al lattosio al BREATH TEST.
L’intolleranza primaria al lattosio, ossia non quella dovuta a patologie pre esistenti o ad
alterazioni della flora intestinale, è riconducibile a due differenti polimorfismi genetici, un
polimorfismo T>C nella posizione -13910 e un polimorfismo A>G in posizione -22018, nella
regione regolatrice del gene della lattasi (gene LTC). Quando presenti in entrambe le copie del
gene tali polimorfismi possono portare a una ridotta espressione dell’enzima e quindi a una
carenza di lattasi. Questa carenza di lattasi fa sì che con il passare degli anni il lattosio sia
digerito sempre meno.
Il TEST GENETICO è una tecnica non invasiva e può essere eseguito anche sui bambini più
piccoli; il prelievo si esegue in pochi minuti con un tampone buccale, assicurarsi però di avere
la bocca pulita da almeno 1 ora.
Al contrario il BREATH TEST valuta la concentrazione di idrogeno nell’aria espirata dopo un
carico di lattosio. Il test presenta alcuni limiti diagnostici e pratici: i tempi di esecuzione sono
un po’ lunghi; dopo un digiuno di almeno 8 ore, il paziente deve bere una soluzione di lattosio
(20-50 g), sciolto in acqua, per poi soffiare in un palloncino, ogni 30 minuti per 6-7 volte.
Il BREATH TEST può dare origine a falsi negativi, dovuti a cambiamenti e alterazioni della
flora intestinale, che incidono sulla produzione di idrogeno.
Presso il nostro ambulatorio è possibile effettuare il TEST GENETICO per l’intolleranza al
lattosio.