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Uno dei servizi più efficaci che il Dott. Bardini mette a disposizione sono i test di predisposizione genetica.

Effettuare questi test è davvero importante per chi vuole scoprire l’intolleranza al Lattosio e la Gluten Sensitivity oltre che la predisposizione a sviluppare il morbo celiaco e non solo. Per avere uno studio più accurato e per poter dare ai propri clienti il massimo, il dottor Bardini mette a disposizione questi test specifici che possono dire moltissimo sul singolo individuo. Bisogna dunque effettuare specifici test genetici se si vuole avere il massimo per quanto riguarda la propria salute: capire quali cibi sono corretti e quali meno, ma soprattutto avere un quadro completo della situazione è l’ideale per chi vuole affrontare la propria predisposizione genetica senza dover rinunciare a determinati alimenti.

I test disponibili sono i seguenti:

L’intolleranza al lattosio è una condizione in cui il consumo di latte e latticini provoca una reazione non allergica che si manifesta con sintomi molto diversi. Si possono sviluppare le classiche manifestazioni gastro-intestinali ma anche sintomi quali cefalea , stanchezza cronica, dolori articolari o manifestazioni cutanee. Aumenta sensibilmente anche lo stato infiammatorio generalizzato di natura non genetica (aumento della concentrazione di citochine pro-infiammatorie). Nota ormai l’interazione con i geni IGF1 e mTORC1 (entrambi coinvolti nel processo pre-neoplastico di cancro alla mammella e prostata).

La Celiachia è una patologia sistemica a forte componente genetica caratterizzata da un danno infiammatorio al livello della mucosa dell’intestino, scatenata dall’ingestione del glutine. Colpisce soggetti di tutte le età, geneticamente predisposti, con una sintomatologia eterogenea: in età pediatrica i sintomi caratteristici sono diarrea, arresto della crescita e addome globoso, mentre in età adulta lo spettro clinico è piuttosto ampio sia sintomi clinici sfumati come i classici problemi gastrointestinali (nausea, diarrea, costipazione, meteorismi) sia sintomi più importanti come cefalea o dermatiti. Il test genetico è fondamentale sia per permettere una successiva diagnosi che per escludere la patologia.

L’acido folico è fondamentale in molte fasi della vita della donna (menarca, gravidanza, menopausa) ma anche in tante altre condizioni come le patologie cardiovascolari. Una adeguata attività dell’MTHFR è in grado di proteggere dai danni cardiovascolari e dalle infiammazioni generalizzate, un suo mal funzionamento deve essere compensato con una adeguata e mirata alimentazione.Correlato a tantissime condizioni, la più studiata è sicuramente la predisposizione a patologie cardiovascolari ma anche demenza senile e depressione.

Lo screening genetico del gene APOC3 è particolarmente indicato nei soggetti con valori di colesterolo e/o trigliceridi elevati, per chi fatica a perdere peso, in caso di familiarità per le patologie cardiovascolari e per l’ipertensione. Il test è comunque fondamentale a scopo preventivo, con una adeguata alimentazione è infatti possibile tenere sotto controllo tutte le condizioni sopra elencate.

Il test individua la predisposizione genetica al sovrappeso, alla difficoltà nel perdere peso o a mantenerlo. Si lega inoltre alla prevenzione delle patologie cardiovascolari. Fino ad oggi “essere a dieta” ha significato sottoporsi a sacrifici e restrizioni, confrontarsi giornalmente con la bilancia pesa alimenti o con il calcolo delle calorie. Oggi, una alimentazione studiata su misura per il nostro DNA rende possibile perdere quei chili di troppo dei quali non siamo mai riusciti a sbarazzarci ritrovando così una forma fisica che credevamo perduta per sempre. Il test è fondamentale anche nell’età pediatrica.

Un cattivo funzionamento del recettore della Vitamina D (VDR), dovuto alla presenza dei polimorfismi, può comportare una importante forma di carenza vitaminica che non si ripercuote solo sul metabolismo del calcio e del fosforo ma può produrre diversi effetti ormai ampiamente descritti in letteratura. Tra questi i più significativi sono: osteopenia (fratture), ipotonia muscolare (cadute), alterata funzione immunitaria (rischio di patologie autoimmuni, infezioni acute), aumento del rischio cardiovascolare e di insorgenza del diabete tipo 2, Parkinson, parodontite, sindrome metabolica.

Il diabete è una malattia cronica ad elevato impatto sulla qualità di vita delle persone affette, compare sempre più frequentemente in età giovanile, presentando quindi un maggior rischio di complicanze invalidanti in età lavorativa piuttosto che nell’età senile. Va tenuto presente inoltre che le persone affette da diabete hanno una aspettativa di vita inferiore del 30-40% rispetto alla popolazione non diabetica. Uno screening condotto in giovane età, quando l’eventuale patologia diabetica non sia ancora insorta, permette di attuare tutte le possibili e più efficaci strategie preventive nei soggetti geneticamente predisposti.

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